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COMUNI AMICI DELLE DONNE: ISTITUIRE ALBO E FAVORIRE SINERGIE

Ai tagli alle risorse corrispondono tagli al welfare, ma se diminuiscono i servizi sociali le donne pagano il prezzo maggiore perché devono sopperire alle carenze dei servizi pubblici. Come donne dobbiamo reagire ad una deriva che sembra inarrestabile e dobbiamo farlo puntando sulla modernità e sulla qualità. L’architettura di un moderno welfare dovrà trovare solide fondamenta nella partecipazione, nella solidarietà e in un rigore organizzativo e gestionale. Con tali obiettivi occorre stimolare le amministrazioni locali a ideare forme innovative di assistenza destinata ai vari segmenti della società che necessitano particolari attenzioni (minori, persone con handicap, anziani, non autosufficienti, famiglie a rischio, dipendenze varie ecc ecc) istituendo un ALBO che illustri (costi compresi) le esperienze messe in atto nei vari Comuni. L’uso del web come ‘vetrina’ (una apposita pagina nel sito della Regione) avrebbe il vantaggio di aprire alla condivisione pubblica quelle esperienze, di favorire la trasparenza gestionale, di sollecitare la contaminazione di buone pratiche. La Regione dovrebbe premiare i comuni virtuosi anche con riconoscimenti concreti (risorse aggiuntive) e dovrebbe favorire ‘gemellaggi’ e/o sinergie. Se la Regione Lazio vorrà essere ‘amica delle donne’ (e assumere questa prospettiva come strategica), dovrà coltivare la crescita e l’incremento dei ‘COMUNI AMICI DELLE DONNE’, Enti Locali, cioè, che sceglieranno di mettere al centro dei loro progetti di governo i bisogni reali e le risposte più efficaci escogitate.

Tiziana Bartolini/noidonne

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Idea No. 46